POSSIBILE INSORGENZA DELLA MOSCA DELL'OLIVO NELLE ZONE COLPITE DALLE PIOGGE DEI PRIMI DI LUGLIO

POSSIBILE INSORGENZA DELLA MOSCA DELL'OLIVO NELLE ZONE COLPITE DALLE PIOGGE DEI PRIMI DI LUGLIO - NOTIZIARIO DELL’OLIVICOLTORE n° 4 del 26 luglio 2019

Nel precedente bollettino la preoccupazione più importante era riferita all’occhio di pavone anche in considerazione della primavera caratterizzata da periodi di elevata piovosità. In questo mese di luglio le piogge hanno interessato solo alcune località dell’Umbria, lasciandone altre praticamente a rischio siccità. In questi giorni, oltre alla mancanza di piogge, ci stiamo tutti preoccupando del troppo caldo, visto che in alcune zona di pianura sono stati raggiunti anche i 40°C. Questo livello di temperature è sicuramente limitante per le attività umane, ma lo è ancor di più per l’azione della ormai costante preoccupazione degli olivicoltori: vale a dire la mosca dell’olivo. In questo periodo la dimensione delle olive ha raggiunto e superato il livello che le rende appetibili per l’insetto. Anche l’indurimento del nocciolo è pressoché completato per molte varietà. Visto che la mosca è già presente nei vari oliveti da alcuni mesi, soltanto le condizioni climatiche possono condizionarne la minore o maggiore pericolosità. Per nostra fortuna, le temperature così elevate di questi giorni hanno sia limitato l’attività di volo dell’insetto, sia compromesso la vitalità delle proprie uova. Per questo, nel complesso regionale, possiamo essere soddisfatti di aver superato il mese di luglio indenni da rischi su gran parte dei territori.
 
Non mancano alcune zone, particolarmente colpite dai temporali delle settimane scorse, dove la mosca potrebbe raggiungere o superare la soglia limite indicata per la convenienza economica dei trattamenti. Si consiglia comunque di non intervenire, a meno che non sia accertato, con ripetuti controlli al binoculare o con l’uso della lente, che le ovideposizioni vitali, unite alla eventuale presenza di larve, abbiano effettivamente superato l’8-10% delle drupe presenti sugli appezzamenti. Nelle zone più a sud dell’Umbria, così come nel vicino Lazio, ambienti tendenzialmente più soggetti al rischio, gli attacchi sono solo raramente presenti ed al massimo con percentuali veramente basse e non preoccupanti. Per quanto detto, negli oliveti coltivati con metodo biologico è già fin d’ora indispensabile ricorrere alla lotta per tenere sotto controllo gli adulti, cercando di contenerli con i metodi ritenuti più efficaci in rapporto ai costi: interventi con Spinosad, con Beauveria bassiana, cattura massale (es. trappole attract & kill o altre di sicura efficacia), trattamenti imbiancanti con caolino o con altri prodotti a lunga persistenza esistenti in commercio, ecc..
 
Nelle coltivazioni ove, invece, si pratica la lotta ovicida/larvicida, non resta che tenere sotto controllo l’andamento climatico delle prossime settimane ed attivarsi ripetutamente con il controllo delle drupe per capire se le condizioni di rischio aumenteranno a seguito delle piogge previste nei prossimi giorni. Il metodo prevede di raccogliere 100 olive prelevandole ad oltre 150 cm da terra nella parte della chioma esposta a sud (10 olive per pianta su 10 piante in totale) scelte a caso nelle diverse zone dell’oliveto (sugli appezzamenti particolarmente grandi si preferisce raccogliere 5 olive per pianta su 20 diverse piante). Tagliare le drupe raccolte con un bisturi facendo delle sottilissime fette di pochi decimi di millimetro, procedendo dall’esterno verso l’interno; controllare le parti tagliate con una lente di ingrandimento (almeno da 10 x ma meglio se più potente) per verificare se fossero presenti uova vitali o larve già nate. Qualora nell’oliveto fossero presenti delle olive da mensa, le preferite dalla mosca, si consiglia di controllare queste per prime ed in maniera separata rispetto a quelle da olio. L’eventuale trattamento dovrà essere effettuato solo nel caso in cui, tra le 100 olive raccolte, ve ne fossero più di 8-10 con presenza di uova o larve vitali.
 
Si consiglia di rileggere sempre i bollettini delle settimane scorse e degli anni passati in quanto contengono dei consigli tuttora validi. Di particolare interesse risultano essere quelli riguardanti il monitoraggio, la diagnosi precoce dell’occhio di pavone, l’irrigazione, le concimazioni fogliari, l’eliminazione dei succhioni, nonché gli eventuali trattamenti con prodotti rameici.
 
Agr. Moreno Moraldi

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Aggiornato al 31/12/2014

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