I PRIMI ACCORGIMENTI CONTRO LA MOSCA DELL'OLIVO

I PRIMI ACCORGIMENTI CONTRO LA MOSCA DELL'OLIVO

NOTIZIARIO DELL’OLIVICOLTORE n° 3 del 21 giugno 2022



Il 2022 è stata un'annata favorevole per la fioritura degli olivi e di questo ne troviamo conferma riscontrando già la presenza sugli alberi di tante piccole drupe. L'impegno di ciascun olivicoltore sarà quello di farle crescere sane e vigorose fino alla raccolta autunnale. Resta da augurarsi che la diffusa siccità del momento venga presto mitigata da qualche abbondante pioggia non accompagnata da altri fenomeni dannosi.
Su alcune cultivar le drupe hanno già raggiunto o superato le dimensioni di un acino di pepe, mentre in altri casi si sta avvicinando il medesimo traguardo. La dimensione accennata è quella minima che consente di poter effettuare i trattamenti rameici senza rischiare dii causare danni alle olive da poco formatesi. Il trattamento con il rame, da non eseguire nelle giornate troppo calde, ci aiuterà a limitare la rogna, nonché a tenere sotto controllo le varie malattie fungine e, in particolare, l'occhio di pavone. Quest'ultima crittogama, responsabile della caduta anticipata delle foglie, è divenuta uno peggiori nemici degli olivicoltori. La sua presenza si manifesta di anno in anno con sempre maggiore virulenza, tanto da incidere notevolmente sulla produttività degli oliveti.
Nelle zone più interne si sono avuti dei temporali pomeridiani che potrebbero aver favorito l’insediamento del fungo prima richiamato. Ricordiamo che le condizioni a favore dello sviluppo dell’occhio di pavone si presentano ogni qualvolta le foglie dell’olivo restano bagnate in continuo per almeno uno o più giorni e le temperature rimangono, nello stesso periodo, superiori ai 18-20°C.  
Per verificare l'intensità degli attacchi si consiglia di raccogliere alcune decine di foglie, apparentemente sane, da prelevare a varie altezze tutt’intorno alla chioma, immergendole poi, per pochi minuti (circa 3), in una soluzione di soda caustica al 5%. Quest’ultima, reagendo con i fenoli della foglia, dà origine ad un imbrunimento della lamina, di forma più o meno circolare, sul punto dove il fungo si è insediato. La prova consente di conoscere in anticipo il grado dell’infezione che, a causa del lungo periodo d'incubazione del patogeno, sarebbe possibile constatare soltanto nei mesi successivi. La diagnosi precoce ci consente di intervenire in maniera appropriata scegliendo la prevenzione con il rame (quando gli attacchi hanno carattere limitato) oppure l’intervento curativo con la Dodina (quando le foglie infette superano il 30%). Quest’ultima soluzione non rientra tra le opzioni per le aziende biologiche.
    In alcune zone della confinante Toscana si sono avute, di recente, delle grandinate molto violente anche se circoscritte a fasce ben delimitate. Ci auguriamo che il fenomeno non si ripeta altrove. Nel caso accadesse si consiglia di effettuare un trattamento prima possibile, preferibilmente entro le 24 ore, utilizzando esclusivamente prodotti rameici nella forma di idrossido, seguendo i dosaggi riportati in etichetta per la coltura dell’olivo.
Nel frattempo ci avviciniamo alla prima decade di luglio, periodo nel quale la mosca dell'olivo, già presente sul posto da alcuni mesi, potrebbe iniziare a deporre le uova sulle olive che avranno raggiunto la fase di indurimento del nòcciolo interno.  La revoca del Dimetoato, prodotto che ci ha aiutato per decenni nella lotta contro il dittero, richiede un nuovo approccio basato sulla prevenzione e sul monitoraggio attento e continuo.

I prodotti fitosanitari attualmente ammessi per la lotta ovicida e larvicida in regime integrato possono portare a dei risultati soltanto se impiegati nel primissimo stadio di sviluppo delle larve. Per questo la soglia di intervento dell’8-10%, spesso richiamata nei bollettini degli anni passati, non risulta più valida. Il limite minimo, per l’infestazione attiva, deve essere abbassato almeno al 5%. Per le aziende biologiche il rame resta sempre uno dei più validi aiuti contro la mosca grazie alla sua azione nel bloccare la simbiosi batterica indispensabile per la nutrizione delle larve nelle loro prime fasi di vita.

Utile è anche la prevenzione per limitare la deposizione delle uova sulle drupe. Per questo scopo si consigliano in particolare i vari trattamenti alla chioma con prodotti a base di calce, argille o farine di roccia. Molti sono i prodotti disponibili sia tal quali che con il rame già presente nella formulazione commerciale. Negli ultimi tempi si è diffuso, con buoni risultati, anche l'uso di repellenti verso l’insetto come i distillati di legno e i tannini.

Tra le azioni contro l’insetto ricordiamo anche la Beauveria bassiana. Non dobbiamo inoltre tralasciare la lotta attiva verso gli adulti effettuata con le trappole di cattura massale (Attract & Kill) nonché con i trattamenti a base di Spinosad o di altri prodotti a basso impatto. I risultati di questi interventi, così come l’uso intensivo dei vari sistemi di cattura, saranno tanto più efficaci quanto più ampia sarà la zona sottoposta alla lotta contro gli adulti. Dobbiamo infatti ricordare che le mosche si muovono facilmente da un luogo ad un altro, pertanto la lotta su estensioni circoscritte avrà un’efficacia alquanto limitata nel tempo.

Agr. Moreno Moraldi

Un augurio di buon lavoro a tutti gli olivicoltori.
Agr. Moreno Moraldi

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Aggiornato al 31/12/2014

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