RIPRENDE IL NOTIZIARIO DELL'OLIVICOLTORE: CONSIGLI SULLA CONCIMAZIONE DEGLI ULIVI

RIPRENDE IL NOTIZIARIO DELL'OLIVICOLTORE: CONSIGLI SULLA CONCIMAZIONE DEGLI ULIVI

NOTIZIARIO DELL’OLIVICOLTORE n° 1 del 9 gennaio 2022

Con l’inizio del nuovo anno, coloro che non avessero finora provveduto, sono ancora in tempo per concimare l’oliveto con il letame. Infatti la distribuzione deve avvenire con largo anticipo rispetto a quella dei concimi minerali al fine di consentire, con l’aiuto delle piogge, la discesa della sostanza organica verso le radici. Lo stabbio, che deve essere sempre ben maturo, va distribuito uniformemente su tutta la superficie corrispondente almeno alla proiezione a terra della chioma dell’olivo, con l’accortezza di tenerlo sempre ben distante dal fusto della pianta. Negli oliveti gestiti con l'inerbimento totale è gioco forza dover lasciare il letame scoperto al di sopra del corico erboso. Viceversa, in quelli caratterizzati da terra nuda, è opportuno provvedere, subito dopo la distribuzione, ad incorporare il letame nel suolo eseguendo una leggera lavorazione superficiale.

Fermo restando che il letame e gli altri prodotti ricchi di sostanza organica restano sempre i migliori prodotti fertilizzanti, coloro che scelgono di optare esclusivamente per le sole concimazioni minerali dovranno attendere il mese di marzo per intervenire. Si ricorda infatti che, per questo tipo di nutrizione, non è assolutamente il caso di anticipare i tempi in quanto le piogge potrebbero dilavare e disperdere gli elementi nutritivi, in particolare l’azoto, elemento facilmente solubile in acqua. Di seguito si riporta un suggerimento, di larga massima, in merito al dosaggio e al calendario per la somministrazione dei macro-elementi minerali: azoto (N), fosforo (P) e potassio (K).

Rispettando le norme della produzione integrata dettate a livello regionale, nonché optando per l’acquisto dei concimi più convenienti con riferimento al contenuto di unità fertilizzanti, sugli oliveti con circa 300 piante adulte ad ettaro, le concimazioni azotate, rapportate a pianta, potrebbero essere le seguenti:

  • nella prima quindicina di marzo: 500 grammi di nitrato ammonico per ciascuna pianta;

  • in aprile, a distanza di un mese dal primo intervento: 300 grammi di urea a pianta (oppure 500 grammi di nitrato ammonico);

  • in maggio, a distanza di un mese dal secondo intervento: ulteriori 300 grammi di urea a pianta (oppure 500 grammi di nitrato ammonico);

  • a metà settembre: un apporto di urea o nitrato ammonico a dosi dimezzate, rispetto a quelle sopra indicate, al fine di aiutare la pianta ad accumulare le riserve necessarie per una più vivace ripresa vegetativa nella primavera successiva.

 

Fermo restando l’utilizzo del nitrato ammonico nella prima concimazione del mese di marzo, per quelle successive di aprile e di maggio sono stati riportati, in opzione, i diversi dosaggi di urea e di nitrato ammonico. Infatti, tenendo conto dell’attuale impennata dei prezzi soprattutto riferiti all’urea, a loro volta legati al forte aumento dei costi del metano a livello globale, soltanto al momento dell’acquisto sarà possibile giudicare la convenienza economica tra i due prodotti. E’ evidente che la valutazione dovrà tenere conto conto del differente contenuto in unità fertilizzanti, pertanto il conteggio dovrà riferirsi ai diversi dosaggi riportati sopra in maniera distinta.

 

In occasione della prima concimazione è opportuno aggiungere anche gli altri macro-elementi principali con le seguenti dosi indicative:

  • Perfosfato minerale semplice: g 400/anno/pianta;

  • Solfato di Potassio: g 650/anno/pianta.

 

Si ricorda che l’apporto dei concimi organici, ed anche dell’azoto, deve essere costante tutti gli anni, mentre il fosforo e il potassio possono essere eventualmente somministrati anche ogni 2 o 3 anni, sommando di conseguenza le dosi annuali prima esposte.

L’ultimo consiglio, già ripetuto in più occasioni nel passato, è quello di non affrettarsi troppo nell’eseguire le operazioni di potatura degli olivi. Nelle nostre zone, spesso soggette a ritorni di freddo intenso anche in epoche tardive, è sempre opportuno, salvo improcrastinabili necessità legate all’organizzazione dei lavori, far coincidere l’avvio della potatura con l’inizio della primavera.


Un cordiale saluto.

Agr. Moreno Moraldi

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Aggiornato al 31/12/2014

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